
Film Commedia di Paolo Virzì, 2008, prodotto da Medusa Film, Motorino Amaranto con Isabella Ragonese, Sbrina Ferilli, Massimo Ghini, Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Valerio Mastandrea
La storia di Marta (Isabella Ragonese), laureata con lode in filosofia che cerca di entrare nel mondo del lavoro come ricercatrice universitaria, è quella di tanti ragazzi che coltivano il sogno e la speranza di trovare un impiego vicino alle proprie passioni.
Il concorso per ricercatrice è un iter lungo e intanto Marta ha la necessità di "mettere da parte due soldi", da qui il suo ingresso in un altro mondo, familiare a tanti giovani di oggi, quello del call center. Assunta dalla Multiple Italia, la ragazza impara in fretta le tecniche di vendita più "efficaci" per rifilare elettrodomestici tramite telefono e si trova a doversela cavare in un ambiente in cui il cellulare diventa un mezzo di motivazione per l'azienda, in cui l'azienda si macchia palesemente di comportamenti antisindacali, in cui le sue colleghe sull'autobus parlano di reality anzichè di Heidegger o Nietzche.
All'interno del grande call center, in cui quasi nessuno si conosce ma tutti sono pronti ad accusarsi a vicenda per opportunismo, c'è spazio anche per il sentimento sia esso frugale come quello tra Marta e lo scanzonato "Lucio 2" (Elio Germano) o più intenso come quello tra Daniela (l'adattissima Sabrina Ferilli), la capotelefonista di Marta con il capo dell'azienda, Claudio (solito, impeccabile, Massimo Ghini), ma soprattutto tra Sonia (una struggente Micaela Ramazzotti), grande amica di Marta, e Giorgio (Valerio Mastandrea), il sindacalista boicottatto dai vertici dell'azienda, di cui inizialmente sembrava proprio Marta ad esserne invaghita.Ma è l'amicizia il sentimento più a rischio in questo mondo che assomiglia terribilmente al Grande Fratello di cui i ragazzi parlano sull'autobus e Marta se ne accorgerà quando viene licenziata Sonia, vittima di uno spietato spionaggio da parte dei colleghi precari, perchè era stata vista parlare con Giorgio. Strano gioco del destino perchè la denuncia dei comportamenti di mobbing attuati dai capi in realtà era stata fatta proprio da Marta al sindacalista e i due in quella circostanza stavano parlando della loro relazione.
Nel film ci sono tutte le componenti che caratterizzano una grossa fetta di giovani italiani l'ingenua purezza della studentessa di filosofia, la spensieratezza di chi ascolta i beach boys, le grandi idee, le discussioni sui reality, l'amore moralisticamente definito frugale. Ma questa volta si può dire che il ritratto sia finalmente lucido, lontano da quello di una generazione di teppisti e sbandati che emerge considerando unicamente le cronache sui giovani, pur mettendo in luce anche tante contraddizioni e comportamenti non proprio cristallini.
Un descrizione tragi-grottesca di un mondo vero, tragici sono alcuni risvolti come la signora che si suicida dopo una televendita e un'uccisione passionale all'interno dell'azienda, grottesco è l'arrivismo, il desiderio di fama e di un posto a tutti i costi, la marcata scanzonatezza di alcuni personaggi che emergono dalla narrazione. Un mondo vero in cui finalmente compare anche il sindacato. Anche se del Giorgio interpretato alla grande da Valerio Mastandrea si rischia di ricordare soprattutto il suo profilo di rubacuori, appare però un personaggio non diverso dagli altri protagonisti della pellicola, con pregi e vizi, un po' di perdonabile idealismo, e quindi umanamente partecipe dei problemi dei precari del call center. Lo sconfinamento nella figura del rubacuori appare quindi un compromesso accettabile, rispondente senz'altro anche a un'esigenza cinematografica, per fare conoscere questa figura anche attraverso il cinema.
La frase: Grazie, le faremo sapere!
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